Lavoro in Italia, oltre l’80% dei candidati chiede a parenti ed amici

I Centri per l’impiego hanno fallito, le agenzie interinali perdono consensi, ciò che resta affidabile per cercare lavoro in Italia è la raccomandazione.

Trovare un lavoro in Italia resta ancora una delle principali emergenze della società moderna, considerando il flop dei Centri per l’impiego (il vecchio Ufficio di Collocamento), e la perdita di consensi delle agenzie interinali. Secondo l’Eurostat oltre l’80% dei candidati italiani preferisce attingere alle proprie conoscenze personali, chiedendo ad amici e parenti, piuttosto che affidarsi ai “canali ufficiali”. Il dato è davvero emblematico, lo specchio fedele di come viene gestito il mercato del lavoro in Italia e di come sia radicata questa convinzione culturale nel nostro paese. Il “tricolore” conquista un altro primato negativo se si pensa che tra le 28 nazioni UE la media è intorno al 70%, con appena il 38% per i tedeschi che scelgono di farsi segnalare da qualcuno.

Le statistiche fotografano una una sfiducia dilagante verso quel sistema e quelle strutture che dovrebbero provvedere a promuovere politiche ed azioni efficaci per il lavoro in Italia. Accade così che ogni utente si ritrova ad avere profilo archiviato in decine di portali tematici, ad essere registrato in almeno un paio di società come: Adecco, Manpower e simili, e invia quotidianamente curriculum tramite annunci online. I risultati apprezzabili però stentano ad arrivare, è in molti casi ciò che si rivela davvero produttivo per trovare lavoro in Italia, è avere “un Santo protettore”.

A tutto questo si aggiunge il nepotismo di chi cerca di piazzare esclusivamente i propri familiari, e il clientelismo di coloro che barattano un posto con un favore o con un prezzo. È a causa di questa condizione endemica che tanti giovani, e meno giovani, validi, sono costretti a spostarsi in regioni diversa dalla propria o addirittura ad espatriare. La “spintarella” sul lavoro in Italia è una pratica diffusa principalmente al centro e al sud, tuttavia per fortuna questa tendenza è inversamente proporzionale al livello professionale del soggetto. Più è alto il profilo del candidato, maggiori sono le possibilità che l’inserimento avvenga tramite comunicazioni tra enti e università.

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