Inflazione e salari dei metalmeccanici. Il 4 dicembre imprese e sindacati a confronto

È fissato per il 4 dicembre l’incontro che vedrà il confronto di Federmeccanica, Assistal e sindacati dei lavoratori. Il tema è quello dei salari dei metalmeccanici in rapporto all’inflazione, un tema importante che vede coinvolti oltre un milione e 600mila lavoratori e 15mila imprese.

Fim e Uilm chiedono un aumento di 105 euro mentre la Fiom chiede per il 2016 un aumento del 3% sui minimi salariali. Sul versante opposto, le imprese riunite in Federmeccanica sottolineano che negli ultimi anni gli incrementi salariali non hanno riflettuto l’andamento dell’inflazione e addirittura chiedono indietro ai lavoratori i 75 euro del vecchio contratto, ovvero lo scarto tra l’inflazione prevista per il triennio 2013-2015 e quella reale.

meccanicaUn braccio di ferro insomma, che vede le imprese particolarmente solerti nel rimarcare che il valore dei salari deve essere deciso in azienda sulla base della reale ricchezza prodotta. E i dati snocciolati in favore di questa posizione possono essere convincenti: dal 2007 la ricchezza prodotta dal settore è diminuita del 18%, il fatturato impiantistico del 30%. Le retribuzioni sono però cresciute in termini reali del 9,1%.

Più valore alla contrattazione di secondo livello per le imprese, dunque, per una distribuzione dei risultati equa e ponderata, che rifletta le reali possibilità di ciascuna realtà aziendale.

Non sono a sfavore i sindacati, che però ribadiscono, specie nelle parole di Landini e Bentivogli, che anche la contrattazione nazionale è funzionale all’equilibrio del sistema. Contrattazione di primo e secondo livello – sottolineano i sindacati – devono restare ben distinti, due parametri su cui basarsi per garantire i diritti di entrambe le parti.

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