Spese di rappresentanza. Cambiano le soglie di deduzione

Buone notizie sul fronte della deducibilità delle spese di rappresentanza, i costi sostenuti dall’impresa per promuovere e consolidare la sua attività. Per il 2016 infatti i limiti proporzionali al ricavo d’azienda da portare in deduzione sono aumentati. Lo prevede il decreto, attuativo della legge delega fiscale, sulle misure per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese.

L’importo deducibile non dovrà superare l’1,5% dei ricavi (prima era l’1,3%) nel caso di ricavi fino a 10 milioni; lo 0,6% (prima 0,5%) per i ricavi eccedenti i 10 milioni e fino a 50 milioni; lo 0,4 (prima 0,1%) per i ricavi eccedenti i 50 milioni.

soldiSi considerano spese di rappresentanza:

  • spese per viaggi turistici con organizzazione di attività ed eventi promozionali dei beni e servizi prodotti o scambiati dall’impresa;
  • spese per feste, eventi e ricevimenti per festeggiare ricorrenze aziendali, festività nazionali o religiose;
  • spese per feste e altri eventi di intrattenimento organizzati per inaugurare nuove sedi o uffici dell’impresa;
  • spese per feste e ricevimenti per mostre, fiere, o altri eventi in cui vengono esposti i beni e i servizi prodotti dall’impresa;
  • ogni altra spesa per beni e servizi distribuiti o erogati gratuitamente, ivi inclusi i gadget distribuiti gratuitamente in convegni, seminari e manifestazioni simili il cui sostenimento risponda ai criteri di inerenza indicati nei punti precedenti.

È sempre di 50 euro il limite del valore degli omaggi per cui è possibile la detrazione dell’Iva.

Resta il tema dell’assenza di un limite di deducibilità proporzionale al reddito per le spese di pubblicità, per cui può accadere che questo tipo di costo sia qualificato come spesa di rappresentanza.

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