In pensione in anticipo con un prestito ventennale

Dal prossimo anno sarà possibile andare in pensione fino a tre anni prima dell’età di vecchiaia grazie a un prestito pensionistico garantito dalle banche che dovrà essere rimborsato nel corso dei 20 anni successivi. Inoltre, per chi lascia l’impiego volontariamente la rata di prestito potrebbe arrivare fino al 15% dell’assegno per 20 anni.

La proposta è emersa dalla riunione tra governo e sindacati sul tema delle pensioni. Positivo il giudizio di Tito Boeri, presidente dell’Inps.

inps“Sono soddisfatto che il governo affronti seriamente la questione” ha commentato Boeri entrando alla Stampa Estera per la firma di un protocollo con il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi. Dare libertà di scelta alle persone sull’accesso alla pensione è importante ha aggiunto il presidente dell’Inps.

Durante l’incontro tra governo e sindacati è stata ribadita la necessità di mantenere in equilibrio i conti pubblici con l’equità sociale e l’intento di concentrare le risorse soprattutto su quei lavoratori che hanno perso il posto di lavoro o rischiano di perderlo a pochi anni dall’età pensionabile.

“Lo strumento è molto flessibile. La detrazione fiscale potrà essere modificata per categorie diverse” ha commentato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, che ha poi spiegato che saranno previsti costi minori per chi ha perso il lavoro e costi più alti per chi decide volontariamente di lasciare l’impiego prima dell’età di vecchiaia.

Il meccanismo di anticipo pensionistico sarà sperimentale per tre anni, nel 2017 riguarderà i nati tra il 1951 e il 1953 e nel 2018 si estenderà ai nati nel 1954 e nel 2019 ai nati nel 1955. L’intenzione è quindi di introdurre flessibilità in uscita utilizzando strumenti finanziari senza andare a modificare la legge Fornero.

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