Collaboratore domestico: assumerlo conviene

Molte famiglie italiane per la gestione della routine della casa si avvalgono di un Collaboratore domestico. Una categoria professionale spesso soggetta al lavoro nero. Un grave errore di valutazione, poiché con la sua assunzione consente la detrazione di parte dei contributi versati ed evita sanzioni fino a 20mila euro.

Indubbiamente l’assunzione di un Collaboratore domestico comporta una certa eticità verso la persona dato che offre un servizio a tempo pieno o parziale e come tale andrebbe formalizzato e retribuito.

Una figura, peraltro, che oltre allo strumento dei voucher in caso di prestazioni occasionali, è anche passibile di veri e propri contratti di assunzione.

Diversamente, la mancata iscrizione della vostra colf/badante/tata all’Inps può comportare ammende dai 1500 ai 2000euro, con una maggiorazione di 150euro per ogni giornata di lavoro effettivo.

A ciò si sommano, inoltre, altre sanzioni amministrative e civili contro il lavoro sommerso, e di altre ammende previste dalla Legge nel caso in cui il Collaboratore domestico sia una persona di provenienza extra-comunitaria e in mancanza di regolare permesso di soggiorno. Qualora, infine, l’assunzione non venga comunicata tempestivamente agli uffici di competenza e i contributi vengano versati in ritardo, rischiate di essere passibili di altre multe.

Per svolgere ogni step in regola e per tempo è sufficiente consultare il sito dell’Inps, ove vengono chiariti i tempi e i termini di un contratto di collaborazione domestica.

In primis la comunicazione dell’assunzione deve avvenire entro la mezzanotte del giorno antecedente all’instaurazione del rapporto di lavoro, anche se si tratta di un giorno festivo e anche in riferimento al “Periodo di prova”, a prescindere dalla durata e anche se si tratta di lavoro saltuario.

In caso, invece, di proroga o trasformazione del contratto, così come di cessazione o cambio di indirizzo dell’abitazione, è obbligatorio comunicare l’avvenuta variazione all’Inps entro cinque giorni.

Per i datori con un RAL inferiore ai 40mila euro e che versano regolarmente i contributi, infine, l’assunzione di un Collaboratore domestico consente l’accesso a due agevolazioni fiscali: la deduzione dei contributi versati fino a 1.549,37euro l’anno e, in caso si tratti di una figura addetta all’assistenza di una persona non autosufficiente, una detrazione dall’imposta lorda del 19% delle spese sostenute, sino a 2.100euro annui.

Maggiori informazioni qui.

L.S.

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