Capitale umano: aumentano gli investimenti per la formazione

Cresce in Italia il numero delle aziende, soprattutto quelle multinazionali, che investe nel proprio Capitale umano. Al punto che formazione, assessment e coaching hanno superato i “numeri” del marketing. Lo rivela un’indagine realizzata da Techcnical Hunters, Società di selezione del personale specializzata in profili tecnici.

capitale umanoUna notizia “sorprendente”, commenta di Emanuele Franza, Senior Manager della Società di reclutamento. Se, in effetti, si pensa alla differenza di costi tra un corso di formazione e una campagna di pubblicità, l’investimento per la formazione del Capitale umano interno deve necessariamente “valere la candela” per giustificare il trend.

Che non è così recente, prosegue Franza nella nota, ma “un processo in corso già da diversi anni”, con un picco nel 2017, anno in cui le aziende italiane hanno speso tra il 40% e il 100% in più sul 2016 per formare il proprio Capitale umano.

La ragione della sterzata degli investimenti risiede soprattutto nella situazione critica del mercato del lavoro, la cui competitività rende sempre più difficile reperire profili adeguati per posizioni tecniche e specialistiche.

Da qui la crescente tendenza a sviluppare nuove strategie per reclutare internamente figure potenzialmente idonee a ricoprire le posizioni vacanti tramite processi di valutazione, formazione ed empowerment.

Per sopperire all’offerta limitata di professionisti ad alta specializzazione le aziende italiane si sono orientate verso nuove strategie per trattenere e formare i migliori talenti, traendo ispirazione dall’esperienza dei Paesi anglosassoni e scandinavi.

Da cui l’Italia ha importato in primis la “cultura del training e dell’assessment” e, in secondo luogo, anche metodologie e strumenti. Ad esempio, le logiche del team building, “trasmesse” attraverso giornate dedicate dentro e fuori l’ufficio, sia in aula che con attività ludico – formative.

Il tutto successivamente valutato, per esempio attraverso l’Extended Disc, software per l’assessment molto diffuso in Scandinavia, UK e Stati Uniti, che sta prendendo piede anche in Italia.

Tutto partendo dai risultati della fase preliminare, l’assessment, che consente alle aziende di individuare i “migliori talenti” interni, valutandone scientificamente comportamento e potenziale, per poi formarli e indirizzarli verso i ruoli più consoni secondo attitudini e capacità.

Un investimento ingente ma anche intelligente, con risultati economici premianti.

L.S.

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