17 maggio: Giornata internazionale contro l’omofobia

Ideata da Louis-Georges Tin, dal 2004 ogni anno il 17 maggio si celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia al fine di promuovere e coordinare eventi internazionali di sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno.

Giornata internazionale contro l'omofobia“Inaugurata” 14 anni dopo la rimozione (1990) dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall’OMS, nota anche come IDAHOBIT, (International Day Against Homophobia, Biphobia and Transphobia), dal 2004 la ricorrenza viene promossa dall’Unione europea, che l’ha istituita ufficialmente nel 2007.

Nel 2009 l’IDHAO viene incentrata sulla transfobia, e, in particolare, sugli atti di violenza contro i transgender, donde la ridenominazione ufficiale in “Giornata Internazionale contro l’omofobia e la transfobia”.

Oggi, 17 maggio 2017, la Giornata internazionale contro l’omofobia viene celebrata per la prima volta nell’anno delle unioni civili, sebbene i casi di cronaca più recenti dimostrino che la discriminazione contro omosessuali e transessuali non si arresti.

Fa il punto sulla situazione attuale l’Arcigay con il report 2016/2017 sulle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, registrando dal 2016 196 storie di omofobia e trans fobia, quasi il doppio sull’anno precedente.

Stilato monitorando media locali, nazionali e i principali portali d’informazione, il report si basa sule storie “notiziabili”, casi denunciati e ritenuti “d’interesse pubblico”. Per quanto, spiega Gabriele Piazzoni, Segretario Nazionale di Arcigay, non si tratti, pertanto, di un censimento del fenomeno, ne scatta un’istantanea.

Suddiviso in sei sezioni, il report si apre sull’omofobia istituzionale e i movimenti omofobi, che danno “autorevolezza” al fenomeno, avvallato dal bullismo nelle scuole, e dal cyber-bullismo e dal dilagare delle baby gang, che mettono a doppio rischio gli adolescenti, spesso non protetti da una famiglia ignara o contraria all’omosessualità.

Se nel mondo dello sport le prime denunce iniziano a dare visibilità al fenomeno, omicidi, atti e parole d’odio restano dati inequivocabili di discriminazione. “Nonostante l’approvazione della Legge sulle Unioni Civili, infatti, si registrano ancora casi di discriminazione”, denuncia Piazzoni.

Che prosegue: “Questo è il ritratto disperante di un Paese che non riesce a iniettare anticorpi efficaci contro l’omofobia e la trans fobia. La legge approvata alla Camera giace sepolta al Senato”.

L.S.

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