Lo stress da lavoro 2.0: tra nomofobia e terribilite.

Internet, mobile e tutti i nuovi metodi di lavoro legati al digitale stanno generando nuovi tipi di stress lavorativi tipici dei lavoratori 2.0.

stress lavoroCon l’introduzione dei dispositivi mobile come tablet e smartphone, il lavoro si svolge sempre e ovunque, con operazioni legate a velocità ed efficienza.

Sebbene le nuove tecnologie permettano spesso una semplificazione del lavoro ed una velocizzazione delle operazioni, bisogna anche riconoscere che l’impegno richiesto ai professionisti si è notevolmente modificato, portando le persone a soffrire di patologie direttamente collegate ai nuovi metodi lavorativi.

La Tecno-stress deriva dall’uso eccessivo di videoschermi e dalla fruizione delle informazioni veicolate da questi, dalla quale possono scaturire diverse dipendenze quali social network mania, internet addiction disorder, videodipendenza, email addiction e information overload.

I sintomi della Tecno-stress sono numerosi e di diverso tipo: da quelli fisici come mal di testa, ipertensione, disturbi gastrointestinali e cardiocircolatori, fino ad arrivare ai problemi di natura psicologica come depressione, ansia, alterazioni comportamentali o sociali.

Le aziende italiane sono obbligate, secondo il comma 1 dell’articolo 29 del testo Unico 81/2008, alla formazione per la prevenzione dello stress ed alla valutazione dello stress da lavoro.

Non solo Tecno-stress, ma anche nomofobia (paura di rimanere senza telefonino), terribilite (credere che qualsiasi avvenimento brutto sia impossibile da sopportare) e necessite (credere che si abbiano molte necessità da soddisfare), ecco le nuove forme di depressione collegate allo stress da lavoro.

Queste nuove problematiche del lavoratore non sono da sottovalutare, ed è opportuno inoltre che l’azienda se ne occupi e le prenda in seria considerazione, assicurandosi di fornire tutti i mezzi necessari ai propri dipendenti per ritrovare un sano equilibrio tra vita privata e vita lavorativa.

Il singolo lavoratore, da parte sua, può imporsi di passare il week end senza tecnologia, o giornate non lavorative con zero digitale, ma anche lasciare spazio a meditazione, yoga ed attività fisica per ritrovare la giusta distanza tra il proprio essere lavorativo e la propria vita personale.

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