Mobbing: come riconoscerlo in ufficio e come comportarsi

Purtroppo, i casi di mobbing  in ufficio sono delle realtà che molti lavoratori conoscono e davanti ai quali spesso non si sa esattamente come comportarsi, un po’ per paura ed un po’ per il fatto che non si sa come procedere nell’eventualità di un tentativo di reazione dinnanzi a situazioni drastiche.

mobbingCi sono una serie di regole che è consigliabile seguire in caso si pensi di essere una possibile vittima di mobbing, la prima delle quali è l’avere molta pazienza: la lotta contro questo tipo di contesti molto spesso è lunga e difficile e non bisogna mai scoraggiarsi o abbandonarsi alla depressione – tenendo presente che questa condizione non dipende dal soggetto mobbizzato, ma da coloro che cercano di ostacolarlo.

Le dimissioni sono l’ultima carta da giocarsi, anche se spesso è il primo pensiero delle vittime di mobbing: la situazione stressante – con tutti i sintomi fisici (come dolori muscolari, emicranie, cefalee, insonnia, palpitazioni, perdita di appetito o viceversa, tremori, gastrite, bruciori di stomaco e via dicendo) e psichici (attacchi di panico, ansia, depressione e simili) che ne derivano – non deve condurre all’abbandono del proprio posto di lavoro, piuttosto a periodi di malattia per stemperare l’ambiente, sfruttando ferie non godute o eventuali recuperi orari.

Quando si è vittime di ambienti mobbizzanti, il proprio umore ne risente, manifestando perdite di autostima, senso di inutilità e mancanza di fiducia in sé stessi, ma nonostante questi stati d’animo è importante rimanere lucidi ed annotare tutti i momenti durante i quali sono state subite vessazioni, descrivendo le azioni nei propri confronti riportando data, ora, luogo, autore, persone presenti, testimoni ed un preciso report dell’accaduto, per poi redigere un documento nel modo più attento possibile e farlo protocollare o spedirlo tramite raccomandata al proprio datore di lavoro – facendo attenzione a possibili ritorsioni o querele per diffamazione-, precisando anche le conseguenze psico-fisiche che si avvertono per attestare il danno biologico come lesione personale.

E’ importante non isolarsi e coltivare le proprie relazioni sociali, divulgare la propria situazione tra i colleghi disposti a testimoniare la situazione e ricorrere a vie legali in caso ci si trovi vittima di un grave corte contesto mobbizzante: è fondamentale trovare un buon avvocato che abbia già trattato casi di mobbing, scegliere tra procedimento penale e/o civile – preferendo il secondo – e chiarire gli obiettivi che si intendono raggiungere in relazione alla causa che si intende perseguire, selezionando un’opzione tra danno biologico, demansionamento, reintegro nel posto di lavoro, patteggiamento e risarcimento danni.
V.G.

Ti potrebbero interessare anche:

Bitnami